Ulcere da Pressione
febbraio 5, 2018
Unghie incarnite
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Ulcere

Si consiglia la supervisione medica per questo tipo di patologie

 

Le ulcere possono essere suddivise in diverse tipologie:

 

ULCERA ARTERIOPATICA E FLEBOPATICA O MISTA


Holoil® coadiuva la riparazione tessutale.
Holoil® riduce il rischio di infezione in lesioni umide ed essudanti.

FORMATI CONSIGLIATI


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COME APPLICARE IL PRODOTTO

  • Detergere l’ulcera in modo accurato con soluzione fisiologica e garze
  • Applicare 1-2 puff di Holoil® Gel sull’ulcera e sulla cute perilesionale
  • Applicare 1-2 Holoil® Garze medicate avendo ben cura di coprire tutta la lesione debordando di 1-2 cm sulla cute perilesionale
  • Coprire con garze sterili di TNT (o medicazione secondaria ad alto potere di assorbimento in caso l’ulcera essudante)
  • Isolare con benda orlata di cotone o TNT
  • Bendaggio idoneo e praticato da personale esperto1
  • Cambiare la medicazione 1-2 volte a settimana, rinnovando il bendaggio, a seconda del giudizio clinico del medico o del personale specializzato in trattamento delle ulcere cutanee

In automedicazione:

  • Medicare 1 volta al giorno in caso di infezione e infiammazione
  • Medicare a giorni alterni in caso di lesione non infetta
  • Isolare con benda orlata di cotone o TNT o maglia tubolare non compressiva

È consigliabile, a completa guarigione dell’ulcera, continuare ad utilizzare Holoil® Gel per almeno 1 mese applicandolo 2-3 volte a settimana per mantenere elastica ed idratata la pelle ed evitare infezioni da microlesione o trauma. Vestire calza a compressione graduata come da prescrizione specialistica per evitare recidiva delle lesioni.

Attenzione: in presenza di ischemia critica o insufficienza venosa dell’arto con ulcera in fase di scompenso emodinamico va sempre attuata una correzione chirurgica e/o una terapia medica del danno vascolare per migliorare il flusso macro e microvascolare.

APPROFONDIMENTI

Sono definite ulcere miste le lesioni che presentano entrambe le patologie vascolari, sia quella arteriosa sia quella venosa. Le lesioni possono avere sede molto varia, generalmente al terzo medio distale di gamba e in differenti fasi (fibrinosa, necrotica, essudante), a seconda della prevalenza del deficit vascolare.
Anamnesi ed inquadramento clinico-diagnistico (ecocolorDoppler) sono di fondamentale importanza per la scelta della tipologia di bendaggio da applicare all’arto.
Vedi anche approfondimenti su ulcera arteriopatica e flebopatica.


1 Mosti G, Iabichella ML, Partsch H. Compression Therapy in Mixed Ulcers Increases Venous Output and Arterial Perfusion. Journal of Vascular Surgery 2012. 55(1):122–128. doi:10.1016/j.jvs.2011.07.071.

ULCERA ARTERIOPATICA


Holoil® coadiuva la riparazione tessutale e riduce il rischio di infezione in lesioni arteriopatiche infette.
Holoil® protegge il tessuto cutaneo limitrofo a un’escara o a una lesione gangrenosa.

FORMATI CONSIGLIATI


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COME APPLICARE IL PRODOTTO

  • Detergere localmente l’ulcera o l’escara (necrosi secca) e tutta l’area perilesionale con soluzione fisiologica
  • Applicare Holoil® Olio 1-3 gocce (o 1 puff) su tutta l’area interessata o Holoil® Garza Medicata
  • Coprire con garze sterile di TNT
  • Bendaggio idoneo e praticato da personale esperto1
  • Cambiare la medicazione 1-4 volte a settimana, rinnovando il bendaggio, a seconda del giudizio clinico del medico o del personale specializzato in trattamento delle ulcere cutanee

In automedicazione:

  • Medicare 1 volta al giorno in caso di infezione
  • Medicare a giorni alterni in caso di lesione non infetta
  • Isolare con benda orlata di cotone o TNT o maglia tubolare non compressiva

È consigliabile, a completa guarigione dell’ulcera, continuare ad utilizzare Holoil® Gel per almeno 1 mese, applicandolo 1-2 volte a settimana per mantenere elastica ed idratata la pelle ed evitare infezioni da microlesione o trauma. Vestire calza a compressione graduata come da prescrizione specialistica per evitare recidiva delle lesioni.

Attenzione: in presenza di ischemia critica d’arto va sempre attuata una correzione chirurgica (terapia etiologica) e/o una terapia medica (in caso di ischemia critica non rivascolarizzabile) per migliorare il deficit vascolare del flusso macro e microvascolare.

APPROFONDIMENTI

L’ostruzione delle arterie (cronica/progressiva/aterosclerotica o acuta/improvvisa/embolica) è responsabile del deficit di flusso macrovascolare arterioso (arteriopatia periferica o ischemia cronica periferica) che causa una ridotta disponibilità di ossigeno a livello della cute e lo sviluppo di ulcere ischemiche (necrotiche).
Le lesioni cutanee arteriose, inizialmente piccole, progrediscono velocemente dalle dita, al piede fino alla gamba sia in superficie che in profondità (interessando anche tendini, muscoli, ossa).
Il deficit del flusso arterioso è responsabile dell’ischemica cronica periferica, la quale evolve dallo scompenso microvascolare (ischemia cronica) allo scompenso metabolico tessutale (o ischemia critica)2.
Se l’ostruzione dei grossi vasi arteriosi non viene pertanto trattata con metodica chirurgica (endoarterectomia/bypass) o endovascolare (angioplastica/stent) le lesioni cutanee ischemiche arteriose progressivamente evolvono in necrosi (gangrena secca) e diventa necessario amputare.
L’ulcera arteriosa si localizza con maggior frequenza al terzo inferiore di gamba, ai malleoli o al tallone, alle estremità delle dita o nelle aree sottoposte a maggior pressione a seconda della postura predominante dell’arto.
I margini dell’ulcera arteriopatica sono netti, spesso a fondo tenacemente fibrinoso o necrotico.
Il dolore dell’arto con ulcera arteriopatica è costante e necessita di idonea terapia antidolorifica, somministrata per via sistemica.
Il cambio della medicazione è sempre molto doloroso e mal sopportato dal malato.
Nella fase dell’ischemia critica (cronica o embolica), le lesioni si presentano a livello digitale ditale (per es. polpastrello dita piede) e sono caratterizzate da dolore intenso. Il dolore si accentua durante pochi passi alla deambulazione e soprattutto a riposo, durante la notte, si attenua con il posizionamento dell’arto in declive, in fase di ischemia critica con compenso metabolico tessutale ma non in fase di scompenso metabolico tessutale3.


1Mosti G, Iabichella ML, Partsch H. Compression Therapy in Mixed Ulcers Increases Venous Output and Arterial Perfusion. Journal of Vascular Surgery 2012. 55(1):122–128. doi:10.1016/j.jvs.2011.07.071.
2 Iabichella ML. Microcircolazione Clinica: Indagini Diagnostiche. Come. Quando. Perché. Ragusa, 1 dicembre 2015. http://medicalive.it/microcircolazione-clinica-indagini-diagnostiche-come-quando-perche/
3 Melillo E, Iabichella L, et al. Transcutaneous Oxygen and Carbon Dioxide During Treatment of Critical Limb Ischemia with Iloprost, Prostacyclin Derivative. Int J Microcirc. 1995. 15: 60-64.

ULCERA DA STASI LINFATICA


Holoil® coadiuva la riparazione tessutale.
Holoil® riduce il rischio di infezione in lesioni umide ed essudanti.

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COME APPLICARE IL PRODOTTO

  • Detergere l’ulcera o la ferita post-chirurgica con soluzione fisiologica e garze
  • Applicare 1-2 puff di Holoil® Olio o Holoil® Gel sulla lesione e sulla cute perilesionale
  • Posizionare garze sterili di TNT (o medicazione secondaria ad alto potere di assorbimento in caso di ulcera essudante)
  • Isolare con benda orlata di cotone o TNT, prima di confezionare bendaggio multistrato o vestire calza a compressione graduata
  • Bendaggio idoneo e praticato da personale esperto1,2
  • Cambiare la medicazione 1-4 volte a settimana, rinnovando il bendaggio, a seconda del giudizio clinico del medico o del personale specializzato in trattamento delle ulcere cutanee

In automedicazione:

  • Medicare 1 volta al giorno in caso di infezione
  • Medicare a giorni alterni in caso di lesione non infetta
  • Isolare con benda orlata di cotone o TNT o maglia tubolare non compressiva

È consigliabile, a completa guarigione dell’ulcera, continuare ad utilizzare Holoil® Gel per almeno 1 mese applicandolo 2-3 volte a settimana per mantenere elastica ed idratata la pelle ed evitare infezioni da microlesioni o traumi. Vestire calza a compressione graduata come da prescrizione specialistica per evitare recidiva delle lesioni.

Attenzione: se dopo applicazione di Holoil® non si nota un miglioramento precoce delle lesioni trattate (un giorno o due al max) è necessario rivolgersi immediatamente al medico o richiedere una valutazione clinica specialistica per effettuare un idoneo monitoraggio terapeutico della patologia causa del linfedema.

APPROFONDIMENTI

L’ulcera linfatica si determina quando si ha un accumulo di linfa e dunque edema sottocutaneo che per trazione della pelle si traduce in formazione di vescicole che, a causa di abrasioni e microtraumi, possono rompersi e infettarsi3,4 fino a cronicizzare in estese ulcere.
La terapia sintomatica è rappresentata dal bendaggio multistrato a compressione graduata, eseguito secondo specifiche tecniche di attivazione delle vie linfatiche ancora efficienti. È un bendaggio molto difficile da applicare e diverso da quello che si confeziona nell’insufficienza venosa5. Infatti, l’edema linfatico è causato primariamente dalla stasi linfatica (da assenza o malfunzionamento delle stazioni linfonodali e delle vie principali di scarico del sistema linfatico) per cause primitive (es. linfedema primitivi) o secondarie (linfedema secondario post chirurgico, per es. post mammectomia ed asportazione dei linfonodi del cavo ascellare). È un edema difficile da ridurre e rimuovere e, pertanto, aumenta il rischio di infezione.


1Partsch H. Innovations in Venous Leg Ulcer Management. Wounds International. 2010. 1(3): 8–10.
2 Mosti G, Iabichella ML, Partsch H. Compression Therapy in Mixed Ulcers Increases Venous Output and Arterial Perfusion. Journal of Vascular Surgery 2012. 55(1):122–128. doi:10.1016/j.jvs.2011.07.071
3 Iabichella ML In Vitro Bacteriostatic Effect of a Scaffold with a Mixture of Hypericum Perforatum and Azadirachta Indica Oil Extracts. BJMMR. 2015. 6(4): 218.
4 Iabichella ML, Topolinska M, Amaku Anzako C, Pediliggieri C, Izzo A, Bertolotti A and Lugli M. Localized Treatment of Chronic Buruli Ulcer with Hyperoil™: An Unexpected Outcome. Austin J Clin Case Rep. 2014. 1(7): 1035.
5 Williams A. A Review of the Evidence for Adjustable Compression Wrap Devices. J Wound Care. 2016. 25(5):242- 247. doi: 10.12968/jowc.2

 

ULCERA FLEBOPATICA O VENOSA


Holoil® coadiuva la riparazione tessutale.
Holoil® riduce il rischio di infezione in lesioni umide ed essudanti.

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COME APPLICARE IL PRODOTTO

  • Detergere il fondo dell’ulcera venosa e l’area perilesionale con soluzione fisiologica
  • Applicare 1-2 puff di Holoil® Gel sulla ferita e sulla cute perilesionale distribuendolo leggermente con una garza sterile di TNT
  • Posizionare sulla lesione una o più garze Holoil®, facendole debordare circa 1-2 cm di bordi dell’ulcera sulla cute perilesionale
  • Posizionare garze sterili di TNT (o medicazione secondaria ad alto potere di assorbimento in caso l’ulcera essudante)
  • Bendaggio idoneo e praticato da personale esperto1,2
  • Cambiare la medicazione 1-4 volte a settimana, rinnovando il bendaggio, a seconda del giudizio clinico del medico o del personale specializzato in trattamento delle ulcere cutanee

In automedicazione:

    • Medicare 1 volta al giorno in caso di infezione
    • Medicare a giorni alterni in caso di lesione non infetta
    • Isolare con benda orlata di cotone o TNT o maglia tubolare non compressiva

È consigliabile, a completa guarigione dell’ulcera, continuare ad utilizzare Holoil® Gel per almeno 1 mese applicandolo 2-3 volte a settimana per mantenere elastica ed idratata la pelle ed evitare infezioni da microlesioni o traumi. Vestire calza a compressione graduata come da prescrizione specialistica per evitare recidiva delle lesioni.

Attenzione: il bendaggio multistrato a compressione graduata rappresenta la terapia sintomatica locale dell’ulcera flebopatica associato alla correzione chirurgica o endovascolare (laser, radiofrequenza, sclerosante) dell’insufficienza venosa superficiale documentata (terapia etiologica).

APPROFONDIMENTI

La cute degli arti del malato con insufficienza venosa cronica appare iperpigmentata (color caffè-latte) o di colore bluastro e spesso presenta aree di colore biancastro (o atrofia bianca, esito di precedenti ulcere guarite per cicatrizzazione).
L’edema dell’arto inferiore (ristagno liquidi) negli stadi più avanzati e cronici si associa a segni di versamento del liquido linfatico attraverso la pelle: il drenaggio linfatico in questi casi è bloccato dal ristagno del sangue venoso perifericamente.
Le ulcere venose3 insorgono più frequentemente in sede mediale e nella regione peri-malleolare interna della gamba.
Il fondo dell’ulcera venosa cronica può essere giallo-fibrinoso o rosso-brunastro con bordi piatti o poco rilevati, a volte necrotizzati (nerastri).
Il dolore è spesso ben tollerato nell’ulcera venosa cronicizzata, non adeguatamente medicata, che progressivamente evolve verso la fase fibrinosa (blocco del processo di guarigione).
Al cambio della medicazione, in presenza di edema cospicuo dell’arto, il fondo e il bordo dell’ulcera venosa cronica invece risultano molto dolorosi. Pertanto, durante la fase di debridement (pulizia da fibrina, necrosi, infezione), oltre ad un idoneo trattamento locale (bendaggio/elastocompressione), spesso diventa necessario associare terapia antidolorifica sistemica di supporto.
La terapia locale sintomatica di supporto3 è sempre rappresentata dal bendaggio multistrato o dalla calza terapeutica a compressione graduata, anche in attesa o in caso di impossibilità di correggere lo scompenso emodinamico causato da ostruzione trombotica (TVP, Trombosi Venosa Profonda) e dall’aumento del carico di volume venoso (per insufficienza da assenza genetica o da distruzione post-trombotica valvolare)4 a livello dell’arto interessato.
Il bendaggio multistrato deve essere confezionato ad hoc da personale specializzato in tecniche di bendaggio e la calza terapeutica ad elastocompressione graduata certificata deve essere prescritta dal medico specialista dopo attento screening di parametri vascolari periferici, per evitare le lesioni iatrogene (per es. lesioni da bendaggio o da calza elastica inappropiata).


1Partsch H. Innovations in Venous Leg Ulcer Management. Wounds International. 2010. 1(3): 8–10.
2 Mosti G, Iabichella ML, Partsch H. Compression Therapy in Mixed Ulcers Increases Venous Output and Arterial Perfusion. Journal of Vascular Surgery 2012. 55(1):122–128. doi:10.1016/j.jvs.2011.07.071
3 Iabichella ML, Melillo E, Mosti G. A review of microvascular measurements in wound healing. Int J Low Extrem Wounds. 2006. 5(3):181-199.
4 Maleti O, Lugli M. Neovalve Construction in Postthrombotic Syndrome. J Vasc Surg. 2006. 43(4):794-899.