LESIONI CUTANEE CRONICHE

Normalmente i siti che si occupano di lesioni tessutali iniziano con un preambolo sulla loro definizione e classificazione.

La necessità di classificare le lesioni o le diverse condizioni di una lesione è sicuramente importante, ma lo è perché per ogni classificazione sono necessari diversi approcci terapeutici spesso complessi.

Se per intervenire sulle diverse lesioni, o per le diverse fasi, stadi/gradi di una lesione, potessimo usare sempre lo stesso prodotto e poche semplici tecniche di applicazione, la necessità di tale classificazione, e tutte le complicazioni relative si ridurrebbero notevolmente.

È molto complicato curare i vari tipi di lesione perché è necessario scegliere fra tanti diversi protocolli terapeutici e prodotti, il cui utilizzo è vincolato ad una notevole competenza a causa dei loro limiti e controindicazioni.

Finora nessuno di questi prodotti è stato in grado di coadiuvare la guarigione di qualsiasi lesione prescindendo dalla condizione o dalla fase di guarigione in cui si trovava.

Holoil®  rivoluziona completamente l’attuale sistema
di gestione delle lesioni esterne di qualsiasi natura!

Holoil® è una Medicazione Avanzata Primaria che al di là del normale supporto di medicazioni secondarie, necessarie alla sua applicazione, permanenza sulla ferita e per l’assorbimento dell’essudato in eccesso fino alla sua regolazione, non ha bisogno d’altro.

Una lesione tessutale cronica non si considera guarita finché non è passato un periodo di più di 3 mesi senza recidiva della stessa. Infatti la guarigione spesso comporta anni di cure perché molte di queste lesioni croniche hanno continue recrudescenze.

Il trattamento con Holoil® favorisce una più rapida guarigione e riduce o evita le recidive della stessa.

Attraverso la semplicità e la completezza delle funzioni necessarie ad essere un coadiuvante autonomo per la rigenerazione e riparazione tessutale Holoil® realizza l’altro fattore nella cura delle lesioni e cioè la velocità di risanamento!

A causa della difficoltà nel riuscire a guarire una lesione cronica, nessuno ha più molte aspettative di migliorare il tempo di guarigione.

La velocità di guarigione è la qualità più dimenticata eppure la più preziosa di una medicazione destinata a coadiuvare la cura delle lesioni tessutali, si realizza solo se esiste una notevole efficacia ed è il fattore che porta il maggiore beneficio a tutti i fruitori di Holoil®.

La rapidità si concretizza così in un successo professionale per chi prescrive Holoil®, in un beneficio per la vita fisica e psicologica dei malati e in un notevole guadagno per tutti, sia nel breve che ancor più nel lungo termine.

Nell’affrontare lesioni croniche difficili, la semplicità di utilizzo di Holoil® non prescinde dalla necessaria consulenza dello specialista in wound care o dalla valutazione medico specialista. Quasi sempre tali lesioni si presentano in un contesto di patologia sistemica, quindi richiedono interventi ulteriori che la mera cura della lesione tessutale.

Le possibilità che Holoil® fornisce in termini di automedicazione sono da considerarsi sempre in seconda battuta ad una consulenza medico specialista che indichi al malato le modalità, i migliori tempi di applicazione ed eventuali terapie sistemiche di supporto spesso assolutamente necessarie.

Naturalmente per evitare che la lesione si complichi in attesa della consulenza medico specialistica le caratteristiche di Holoil® permettono, seguendo le istruzioni d’uso, un suo facile ed opportuno utilizzo.

Nelle lesioni post traumatiche semplici o in ferite acute o nelle piccole affezioni ed in assenza di eventuali complicazioni emorragiche e/o sistemiche (nel dubbio è sempre necessario consultare un medico) è possibile utilizzare Holoil® senza aspettare il supporto medico infermieristico.

Gli esperti in wound care affermano: “nelle lesioni si possono usare tutte le medicazioni avanzate basta saperle utilizzare al momento opportuno”.

A differenza delle altre “classiche” medicazioni avanzate, non c’è mai un momento inopportuno per usare Holoil® su una lesione cutanea.

Naturalmente anche Holoil® deve essere gestito ed utilizzato correttamente perché possa dare il suo meglio, ma il suo uso e la sua gestione sono tra i più semplici e sicuri fra tutte le medicazioni avanzate. Questo permette un notevole abbassamento dei costi perché favorisce un’automedicazione, sotto controllo medico, pratica, facile e senza rischi.

Le lesioni cutanee, più o meno profonde, sono zone di rottura e perdita tessutale con esposizione dei tessuti sottostanti.
Il termine “lesione esterna” o “ferita” indica la distruzione morfologica e funzionale della continuità degli strati cutanei superficiali e, nei casi più gravi, sottocutanei profondi.
Le lesioni vengono valutate e catalogate in base all’ampiezza, profondità e caratteristiche. Inoltre vengono considerati lo sviluppo, le cause (eziopatogenesi) ed il contesto fisiopatologico della ferita.

Le lesioni superficiali, lievi, colpiscono solo l’epidermide, il derma e al massimo una parte dell’ipoderma; quelle più profonde e gravi coinvolgono tutto il tessuto sottocutaneo (adipe) fino ai muscoli, il periostio arrivando all’esposizione dell’osso o delle strutture di supporto (tendini e cartilagini); quelle più gravi (croniche) sono caratterizzate da perdita di sostanza a livello cutaneo e da una scarsa tendenza alla guarigione.

In base alla tempistica di guarigione si dividono in acute e croniche.
Le acute guariscono attraverso 3 diverse fasi e raggiungono lo stato di riparazione tissutale entro 8/10 settimane. Oltre questo tempo la lesione diviene cronica e, se non si agisce correttamente, la ferita si complica degradando in stadi/gradi sempre più gravi.
Le ferite acute che il professionista sanitario deve più frequentemente trattare sono le ferite chirurgiche.
Le lesioni tessutali croniche sono perdite di sostanza che interessano l’epidermide, il derma superficiale e profondo ed il sottocutaneo, tendono a recidivare e difficilmente guariscono spontaneamente.
Le lesioni cutanee croniche rappresentano un significativo fattore di rischio per ospedalizzazione, amputazione, sepsi e mortalità. Dal punto di vista del paziente la terapia delle lesioni è spesso dolorosa e disagevole.

Fasi guarigione

Fase 1 Essudativa
(che include la fase di emostasi)
o anche 
detta
infiammatoria o
di detersione autolitica
Fase 2 Proliferativa di formazione del tessuto
di granulazione
Fase 3 Rigenerativa di riepitelizzazione o
di formazione della cicatrice o
fase rimodellamento

 

Il percorso di guarigione delle ferite può essere suddiviso in fasi distinte che tuttavia si sovrappongono fra loro. Quando una lesione attraversa con successo queste fasi perviene a guarigione. Purtroppo le lesioni croniche a causa di patologie sistemiche o condizioni di debolezza e malnutrizione non riescono a progredire attraverso queste fasi e degenerano in gradi/stadi progressivamente peggiori.

Qui di seguito il diagramma illustrativo dell’interazione fra le tre diverse fasi di riparazione di una lesione e la relativa tempistica media del processo di guarigione per prima intenzione (escluso un ulteriore periodo per il rimodellamento).

diagramma-riparazione

La classificazione delle ferite e le fasi della loro guarigione sono strumenti importanti per la ricerca e la scelta di una terapia topica ideale.
Ci sono diversi tipi di catalogazione delle lesioni in base alle loro caratteristiche, alcuni sono utilizzati per tutti i tipi di ulcere altri solo per alcuni tipi di lesione.

1) modello basato su di un parametro ottico il “codice colore”, come proposto dalla Wound Care Society.

  • Ferite nere – Ferite gialle – Ferite rosse – Ferite rosa

2) attraverso l’utilizzo di una scala di valutazione, come ad esempio quella proposta dalla National Pressure Ulcer Advisory Panel (NPUAP) suddivisa in “quattro stadi” riferiti ai piani interessati dal danno, e normalmente utilizzata per la classificazione delle piaghe da decubito.

  • Stadio I: eritema di pelle intatta, che non scompare alla digitopressione; esso rappresenta la lesione che preannuncia l’ulcerazione cutanea. In soggetti di carnagione più scura, anche la perdita di colore della cute, il calore, l’edema e la tumefazione possono esserne indizi.
  • Stadio II: perdita di spessore cutaneo che coinvolge l’epidermide, il derma o entrambi. La lesione è superficiale e si presenta clinicamente sotto forma di abrasione, vescica o cratere di scarsa profondità.
  • Stadio III: perdita totale di spessore cutaneo che comporta il danneggiamento o la necrosi del tessuto sottocutaneo, in grado di estendersi in profondità fino alla fascia sottostante, senza però attraversarla. La lesione si presenta clinicamente sotto forma di cratere profondo associato o no a tessuto adiacente sottominato.
  • Stadio IV: perdita totale di spessore cutaneo con distruzione estesa, necrosi del tessuto o danneggiamento del muscolo, osso o strutture di supporto (tendine, capsula articolare). Anche la presenza di tessuto sottominato e di tratti cavi può essere associata a lesioni da decubito di stadio IV.

Oltre a questa classificazione in stadi, che è la più utilizzata, ne esistono altri modelli:

  • Scala di SHEA (4 stadi)
  • Agency for Health care Policy (4 stadi)
  • Scala di SESSING (7 stadi)
  • American Geriatric Society (5 stadi)
  • Linee guida EPUAP – European Pressure Ulcer Advisory Panel – (4 stadi)

3) attraverso classificazioni specifiche per le lesioni del piede in pazienti diabetici, come quella proposta da Wagner.

  • Grado 0: assenza di ulcere, ma rischio di lesione per presenza di complicanze neuropatiche o vascolari.
  • Grado I: ulcera limitata al derma (cute e sottocute).
  • Grado II: ulcera profonda, estesa ai tendini ed alle capsule articolari, senza infezione.
  • Grado III: ulcera profonda estesa all’osso con o senza osteite o osteomielite.
  • Grado IV: gangrena localizzata (dita o tallone).
  • Grado V: gangrena estesa alla maggior parte del piede.

4) l’Università del Texas ha adottato di recente una classificazione che può essere considerata, a ragione, più completa ed articolata (TEXAS WOUND CLASSIFICATION SYSTEM).
Le lesioni vengono valutate a seconda della gravità (in gradi) e del momento patogenetico (in stadi), consentendo una soddisfacente definizione clinica.

Grado 0 Grado 1 Grado 2 Grado 3
Stadio A Lesione pre o post ulcerativa completamente epitelizzata Ferita superficiale che non interessa i tendini, la capsula o l’osso Ulcera penetrante tendini o capsule Ulcera penetrante osso o articolazioni
Stadio B Lesione pre o post ulcerativa completamente epitelizzata con infezione Ferita superficiale che non interessa i tendini, la capsula o l’osso con infezione Ulcera penetrante tendini o capsule con infezione Ulcera penetrante osso o articolazioni con infezione
Stadio C Lesione pre o post ulcerativa completamente epitelizzata con ischemia Ferita superficiale che non interessa i tendini, la capsula o l’osso con ischemia Ulcera penetrante tendini o capsule con ischemia Ulcera penetrante osso o articolazioni con ischemia
Stadio D Lesione pre o post ulcerativa completamente epitelizzata con infezione e ischemia Ferita superficiale che non interessa i tendini, la capsula o l’osso con infezione e ischemia Ulcera penetrante tendini o capsule con infezione e ischemia Ulcera penetrante osso o articolazioni con infezione e ischemia

Emorroidi ed altre affezioni

EMORROIDI ED ALTRE AFFEZIONI

Emorroidi e ragadi anali, interne ed esterne, fistole anali, ragadi genitali, herpes, ulcere, vaginiti, vulvovaginiti, pruriti intimi dovuti ad infezioni genitali come la Candida ed altre lesioni o disturbi nelle parti intime sono piccole lesioni ma grandi disturbi.

Anche se Holoil® favorisce la guarigione di ferite estese e profonde, la sua azione è altrettanto efficace nell’alleviare piccole e medie lesioni che, situate in zone intime, producono notevoli disagi.
Per questo è stato concepito un confezionamento con applicatore per le emorroidi/ragadi interne e le fistole anali così l’automedicazione, come la rigenerazione, risulterà semplice e veloce.

 

 

È importante ricordare di non utilizzare disinfettanti o altre medicazioni primarie perché impediscono il corretto funzionamento di Holoil®.

È inoltre importante ricordare di applicare minime quantità di Holoil®.
Un velo protettivo che favorisce la velocità del processo di riparazione della lesione. Non servono impacchi di prodotto.

Per capire quanto è semplice l’automedicazione con Holoil® clicca qui.

Piaghe da Decubito

PIAGHE DA DECUBITO

Le lesioni da compressione (o ulcere da decubito) sono lesioni tessutali, con evoluzione necrotica, che interessano l’epidermide, il derma e gli strati sottocutanei, fino a raggiungere, nei casi più gravi, la muscolatura e le ossa.

Compressioni elevate e prolungate, o forze di taglio, o stiramenti tra strutture ossee sottostanti e superfici esterne causano stress meccanici ai tessuti e la strozzatura dei vasi sanguigni, riducendo l’apporto di ossigeno e nutrienti.
Tale pressione prolungata (> 2ore) superando i 32mmHg impedisce ai tessuti di ricevere ciò che serve loro per mantenere l’integrità funzionale e di conseguenza essi muoiono andando in necrosi.
Per questo vengono anche definite lesioni da pressione.
Non attivare immediate tecniche di prevenzione con utilizzo di moderni ausili antidecubito può provocare gravissime lesioni.

Holoil® coadiuva la prevenzione e la riparazione di queste lesioni da pressione in modo semplice e sicuro.
Non importa l’estensione o la profondità della lesione, Holoil® svolge la sua funzione su tutte le lesioni e i tempi della rigenerazione e riparazione tessutale sono di molto inferiori a quelli che si ottengono mediamente con altre medicazioni avanzate (vedi casi clinici).

La semplicità di applicazione aiuta il processo di medicazione autogestita sotto controllo medico. Anche persone non esperte possono essere istruite sul suo utilizzo. Questa semplicità e la rapidità con cui Holoil® agisce riducono enormemente i costi delle cure sia in termini di prodotto che di ore lavoro.

Il prodotto non ha controindicazioni durante l’applicazione nell’utilizzo quotidiano, essendo a base vegetale, può essere utilizzato anche per lunghi periodi senza interruzione o sostituzione.

La possibilità di applicare Holoil® appena si presenta l’arrossamento del tessuto cutaneo causato dall’eccesso di pressione permette un intervento semplice e immediato fin dall’inizio della manifestazione dell’alterazione cutanea, favorendo il recupero dell’elasticità cutanea e riducendo i danni da trazione causati dalla pressione.

Naturalmente, per un’assistenza corretta, una volta che si manifestassero segni di lesione dovranno anche essere adottati moderni ausili antidecubito e tutti gli accorgimenti del caso per evitare un ulteriore eccesso di pressione sulla zona.

Holoil® permette inoltre di ridurre i rischi di infezione.

Per capire come intervenire nelle piaghe da decubito con Holoil® clicca qui.

Piede Diabetico

PIEDE DIABETICO

La RIVOLUZIONE di un SISTEMA

È iniziato un radicale processo di cambiamento nel sistema di gestione delle lesioni tessutali che si manifestano in pazienti diabetici e che si raccolgono nella definizione Piede Diabetico .

Questa rivoluzione è Holoil®.

UNA SINGOLA MEDICAZIONE AVANZATA PRIMARIA per favorire la guarigione delle lesioni ischemiche del piede diabetico.

Un unico coadiuvante per un trattamento non chirurgico delle complicanze del piede diabetico.

Holoil® è un prodotto in grado di evitare ripetute o grosse amputazioni, abbattere il rischio d’infezioni ricorrenti e al contempo favorire la formazione di tessuto di granulazione.

Quest’ultimo è un tessuto fondamentale per la riparazione di una qualsiasi lesione. Inoltre, se tale fase di granulazione riesce a compiersi sufficientemente, nonostante le patologie sistemiche in atto, Holoil® prosegue la sua azione coadiuvando efficacemente il processo di riepitelizzazione.

Holoil®, pur essendo una medicazione umida, mantiene asciutto l’ambiente intorno alla ferita evitando processi di macerazione perilesionale.
Questa è una caratteristica fondamentale per favorire un corretto trattamento delle lesioni del piede diabetico.

Se aggiungiamo a tutto ciò la facilità di applicazione che rende possibile l’automedicazione domiciliare sotto periodica supervisione medica, quello che otteniamo è un prodotto che rivoluziona totalmente la gestione del “Piede Diabetico“.

Tutte queste caratteristiche fondamentali in un unico prodotto ad un prezzo congruo ed accessibile portano inevitabilmente ad un notevole vantaggio economico per i pazienti e per le strutture sanitarie che decidano di utilizzarlo.

Per maggiori dettagli, è possibile consultare le pubblicazioni scientifiche che descrivono l’azione dei principi attivi contenuti nel prodotto.

I costi delle cure

Gli anziani che soffrono di piaghe da decubito spendono per le medicazioni legate alla loro patologia fino a 250/300 euro al mese.
Considerato un reddito medio di circa 600/700 euro, significa bruciare quasi la metà delle proprie entrate. Una spesa che ancora oggi grava e graverà interamente sulle spalle degli anziani. La denuncia viene da FederAnziani, e si basa sui dati elaborati dal suo centro studi SIC (Sanità in Cifre): ci sono circa 2 milioni di italiani affetti da ulcere della pelle croniche dovute a piaghe da decubito, a diabete e di origine chirurgica.

Queste affezioni incidono sui costi della sanità pubblica per quasi 1 miliardo di euro l’anno, mentre fanno perdere circa 500 mila ore di giornate di lavoro al sistema produttivo, tra pazienti e familiari dei malati che non si recano in ufficio per assisterli. L’indagine effettuata, su tutto il territorio nazionale, su soggetti affetti da ulcere cutanee croniche ha mostrato che, i 1004 intervistati, rappresentativi degli oltre 2 milioni di italiani affetti da ferite difficili, soffrono in prevalenza di:

 

  • ulcere alla gamba (per il 53,3%)
  • piaghe da decubito (per il 24,2%)
  • piede diabetico (per il 23,3%).

 

Fra i problemi più avvertiti spicca quello del dolore, segnalato come costante dal 42,7% degli intervistati.
Il costo per far fronte alla malattia è stato quantificato fra i 100 e 250 euro mensile per il 36% del campione e supera i 250 euro mensili per il 13,2%.
E proprio in considerazione dei costi di gestione della patologia, che influiscono pesantemente sul budget mensile degli anziani, l’88,6% del campione FederAnziani ha chiesto che le Regioni forniscano il materiale di medicazione ai pazienti in grado di auto medicarsi. “Negli ultimi anni – commenta il presidente di FederAnziani Roberto Messina – il problema “ulcere cutanee” (venose, arteriose, diabetiche, da pressione) ha assunto un’importanza crescente, soprattutto in funzione del costante aumento della popolazione in età avanzata e quindi della prevalenza delle patologie cronico-disabilitanti.
Fonte: www.sanitanews.it